Un pò di Storia

Il nome del ristorante descrive perfettamente la location: il locale infatti è posto a picco sul mare, su una piccola e suggestiva caletta, accessibile anche dal ristorante. La cucina è prevalentemente a base di pesce, cucinato in modo semplice e con passione. I tempi di attesa non sono immediati, ma il motivo è semplice: non si preparano in anticipo le pietanze, tutto viene preparato al momento.

La crisi non sembra aver spento l’entusiasmo di Marco e Simone Borrelli, classe 1989 – 1990, co-autori con il padre Enzo della cucina di Zio Enzo in contrada Macchia ad Acquappesa (Cs), comune costiero che conta appena 2.000 abitanti: il Casale, la Marina, le Terme Luigiane e Intavolata. Da queste parti la depressione è palpabile, al di là di qualsiasi spread. Eppure Marco e Simone mantengono ancora l’entusiasmo e la voglia di fare. Caratteristiche che li hanno contraddistinti anche da bambini, quando bazzicavano la cucina di nonna Immacolata, titolare della vecchia insegna con annesso tabacchi inaugurata nel ’59. Il sorriso non lo hanno perso nemmeno quando i lavori della SS18 hanno deviato traffico e turisti da quello che allora era il Ristorante Pizzeria il Tirreno.

Nuovo assetto societario

Poi la decisione di uscire dalla mischia delle tante pizzerie della costa e di dedicarsi a una cucina di mare essenziale e senza fronzoli per appassionati e cultori. Una scelta coraggiosa pagata, sulle prime, a suon di coperti persi e di incassi ridotti al l’osso e che solo una gestione oculata ha permesso di sostenere. Quindi il cambio di insegna, quel nome che richiama l’atmosfera familiare che si respira qui ma nulla toglie alla professionalità dei processi produttivi, e l’inserimento di Marco e Simone in società. Diplomati alla scuola alberghiera, i nostri imprenditori in erba dividono il loro tempo tra la cucina è la pesca. Tutte via non sembrano accontentarsi del ruolo di comprimari. Hanno ristrutturato la vecchia terrazza sul mare per farne una sorte di privè per aperitivi ed eventi (occasioni di consumo non scontate da queste parti). E in cucina hanno fatto il loro ingresso fry top, macchie per il sottovuoto e abbattitore.

Il valore del menù raccontato

Il menù del giorno è dettato dal pescato notturno: scorfani, ricciole e saraghi la fanno da padrone accanto ai gamberoni che arrivano dal vicino porto di Cetraro. Simone ha il compito di raccontare alla clientela le specialità del giorno. È quando la pesca non dà i suoi frutti, c’è sempre a disposizione il tonno, che Marco, Simone ed Enzo lavorano durante l’anno, insieme alle tante conserve di casa, i capocolli e le soppressate da animali allevati in proprio.

Intervista del Sole24ore

Assicurarsi l’autosufficienza

Alla domanda se l’orto o l’utilizzo di prodotti a chilometro zero abbia presa sulla clientela, Enzo Borrelli spalanca gli occhi con fare interrogativo. Poi, dice perentorio: “Non so come funziona altrove, ma qui coltivare in proprio frutta e verdura e allevare maiali e galline non è una questione di marketing, ma una linea guida in cucina e un modo per assicurarsi l’autosufficienza e la sopravvivenza stessa dell’impresa”. Borrelli dedica all’orto tutti i pomeriggi. Accanto a melanzane, le più disparate varietà di insalate, cetrioli, patate, zucche e le cipolle rosse di Tropea, troviamo i gioielli di casa: i tipici pomodori di Belmonte, quelli gialli e i meno scontati Black cherry, varietà dal colore scuro intenso e dal sapore dolce.